lunedì 15 giugno 2009

Presentazione della raccolta di racconti "Non ancora" domenica 14 giugno 2009


Domenica 14 giugno alle ore 19 all'associazione Acqualiquida (Piazza Zisa 19) presentazione della raccolta di racconti "Non ancora" della scrittrice palermitana Delia Altavilla (Giraldi editore), con prefazione di Matteo Di Gesù. Con l'autrice Carola Susani. Letture di brani a cura di Letizia Porcaro e Maria Teresa De Santis.L'evento organizzato in collaborazione con la libreria Modusvivendi.

Il Gruppo Teatro Totem presenta a Palermo "Pene d'amor trovate"



Il Gruppo Teatro Totem
presenta a Palermo
il 12 giugno alle ore 21.30 al Teatro Ditirammu
in Via Torremuzza,6
il 13 giugno alle ore 21.30 c/o la Scuola di Chitarra Kemonia Spazio Musica
in via Vincenzo Di Marco,3
Pene d'amor trovate
regia di Maria Teresa de Sanctis
traendo spunto dallo studio de "Il maleficio della farfalla" di Garcia Lorca,
una divertente e buffamente tragica farsa sull'amore,
nella quale a dibattersi fra le eterne angosce,
sono non gli umani bensì ... gli insetti!
Si ringrazia per la rinnovata e affettuosa ospitalità il caro Vito Parrinello
quale Direttore Artistico del Teatro Ditirammu, un piccolo tesoro d'arte della nostra città-

venerdì 5 giugno 2009

Concerto del Trio Clara Wieck


A.Gi.Mus. sezione di Palermo
Concerto del Trio Clara Wieck
Rosanna Safina, pianoforte
Cinzia Vitale, violino
Daniela Santamaura, violoncello
Musiche di F. Liszt, G. Fauré e Fragapane
Testi di Andrea Meli e Delia Altavilla
Letizia Porcaro, attrice
Domenica 7 giugno 2009, ore 19.00
Centro culturale Biotos, Via XII Gennaio, 2 - Palermo

giovedì 28 maggio 2009

PUNTI VENDITA a Palermo "Non ancora"


Libreria Modusvivendi Via Sella Quintino, 79
Libreria Kursaal Kalhesa Foro Umberto I
Libreria Novecento Via Siracusa, 7
Libreria Mercurio Piazza S. Giovanni Bosco, 3
Libreria Mercurio Via Sampolo
Edicole via Alessio Di Giovanni
Parco letterario G. Tomasi di Lampedusa vicolo della neve all’Alloro

venerdì 22 maggio 2009

Oratorio Santo Stefano Protomartire 15 maggio 2009 – ore 21.00

Oratorio Santo Stefano Protomartire 15 maggio 2009 – ore 21.00Trio "Clara Wieck"

Rosanna Safina pianoforte
Cinzia Vitale violino
Daniela Santamaura violoncello

Programma
F. Liszt, Orphée – Poème symphonique (trascrit par C. Saint-Saens)
G. Fauré, Trio op.120A.
Fragapane, Osteodes

Testi di
Andrea Meli e Delia Altavilla

Letizia Porcaro, attrice

Osteodes
di Delia Altavilla

Sta per finire il giorno, lento sprofonda negli abissi del mare. Impietoso ha consumato quel che resta della mia pelle rinsecchita dal sale. Le palpebre non si chiudono più, ma gli occhi ormai senza colore immaginano la voce incisa nel nero di queste rocce.
Ci hanno lasciato qui, in balia del dolore, noi carne di nessuno, rose del deserto. Noi che con il fragore delle nostre spade squarciavamo il cielo, tingevamo di rosso la tela del destino.
Invano attendo ristoro dalla notte. Nel buio, sommerso da cataste di ossa alte quanto un uomo, ascolterò nel vento il loro tintinnio. A uno a uno ho visto cadere i miei compagni, avvizziti dal freddo, addentarsi come cani, nutrirsi di fango, mentre il sale ci bruciava la gola. Il loro suono vibra come conchiglie nel torpore di un sonno che solo per me tarda a venire.
Ora più che mai ti cerco mia amata, nel sogno ti cerco, ancora e sempre fra gli spruzzi delle onde, fra l’odore della salsedine. Laggiù nel cortile della nostra casa, giardino di felicità, ubriaco di gelsomino, lavo nell’ houz le mani e il viso prima di venire da te. Finalmente mi giunge il tuo canto: Dio ti ha donata a me! La tua voce risuona, mi chiama; veloce salgo le scale di pietra e raggiungo la nostra stanza. Sei lì in piedi, davanti allo specchio che riflette i tuoi occhi. Mi attendi, morbida nel tuo vestito, mi avvicino, ti scopro la spalla e poggio le labbra sul profumo della pelle. Ora sono tuo, puoi prendermi: eccomi.
*************************
Ispirato dal racconto di Diodoro Siculo (V libro della Bibliotheca historica) che collega il nome Osteodes (Isola delle ossa) alle bianche ossa dei 6.000 mercenari cartaginesi abbandonati a morire sull’isola dal loro comandante, per essersi ammutinati durante una guerra contro i Siracusani nel IV secolo a. C.

mercoledì 8 aprile 2009

L'Accademia dei confusi in "Radicchio e Cipolla" Giornale di Sicilia - la Repubblica del 1 Aprile 2009



L'Accademia dei confusi:
Delia Altavila
Filippo D'Amato
Tommaso Gambino
Monica Gentile
Laura Mancuso
Andrea Meli
Letizia Porcaro
Rosanna Safina

martedì 7 aprile 2009

L'Accademia dei confusi in "Radicchio e Cipolla" 1 Aprile 2009 ai Candelai


La conoscenza scientifica è sempre congetturale e sempre fallibile. Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere. (Karl Popper)
“Quello che dico io ha senso. Quello che dici tu non ha senso. Quello che dico io ha senso. Ma se tu dici quello che dico io, con parole tue, allora ha pure senso. E siamo pari.” L. P.

Letizia Porcaro, insieme all’Accademia dei Confusi, mette in scena un’ insalata teatrale di radicchio e cipolle, nella ricetta originale andrebbe aggiunta la carne o il pesce, ma viene a mancare per penuria di lavoro e per un “non senso” che determina la vita dei personaggi… c’è un omicidio, forse; una confessione, forse; una Santa e… il pubblico che, se vorrà, si porterà un pezzo dello spettacolo di “Radicchio e cipolla” (né carne e né pesce) . L’Accademia dei confusi è nata in seguito ad alcune lezioni di lettura espressiva che Letizia Porcaro ha tenuto, presso il Parco Letterario ‘Tomasi di Lampedusa’ di Palermo, a giovani scrittori palermitani. Coordinato da Letizia Porcaro il gruppo ha continuato il percorso, sperimentando nuove miscellanee ed interazioni fra lettura ed espressioni teatrali.

Radicchio e cipolla (né carne e né pesce) di Letizia Porcaro
Né carne né pesce, così si dice in riferimento a qualcosa che rimane incerta tra due soluzioni opposte. Ovvero, nel caso di questo spettacolo teatrale, dov’è il “senso”?
E’ difficilissimo oggi mettere in scena uno spettacolo, non ci sono supporti economici sufficienti per pagare gli artisti, per le scenografie, i costumi e quant’altro serve allo scopo. Gli attori di teatro difficilmente riescono a vivere di esso, sono costretti a procacciarsi un altro lavoro e adattarsi a ritagliare spazi di tempo per la loro passione artistica, con grande fatica. Molti artisti non vengono pagati e molti autori spesso mettono in scena spettacoli
semplici, minimalisti, o spettacoli di letture, che potrebbero nascondere mancate possibilità economiche, ma con i quali danno comunque sfogo alla fantasia creativa e alla necessità di esprimersi. Con Radicchio e cipolla (né carne né pesce) siamo in piena sperimentazione teatrale, lo spettacolo passa dalla messa in scena a simulazioni di prove, da interruzioni lasciate all’estro del momento ad errori commessi volutamente, da brani musicali stravolti a irriducibili ossessioni. La precarietà nella quale viviamo, l’incertezza, l’alienazione, l’ansia e la confusione tra il mondo reale e quello virtuale, lo stato di degradazione dell’arte e la mancanza di stabilità lavorativa, la necessità spesso di un avere un supporto psicologico, sono questi ed altri ancora i punti cruciali che, attraverso ardite migrazioni verbali, vengono toccati dall’autrice del testo, non attraverso una ricercata pseudo - analisi sociale, ma con il “non senso”. I testi condurranno il pubblico a cercare un significato, se vorrà,ma probabilmente lo troverà soltanto accettando il non senso dell’opera. La drammaturgia, in questo caso, è soltanto un pretesto per comunicare l’unico oggetto d’interesse per l’autrice: la precarietà del lavoro nel tempo in cui viviamo.
Letizia Porcaro e Rosanna Safina

Si ringrazia l’Associazione gruppo Teatro Totem per aver prodotto lo spettacolo, i Candelai per l’ospitalità e Maria Teresa De Sanctis per la partecipazione.